Humanae litterae et infamia: l’Italia e l’Europa verso la damnatio memoriae dei morti e l’apartheid dei vivi

Humanae litterae, come letteratura, e infamia, come cattiva reputazione. E’ in atto un tentativo di damnatio memoriae dei morti (gli autori e gli artisti) e di apartheid dei vivi (gli sportivi e tutto ciò che rappresenta la Russia).

“Siamo fuori di testa ma diversi da loro”, penso ai Maneskin mentre l’epurazione ha inizio e io ancora fatico a crederci.

Si può davvero sanzionare la cultura di un popolo e tenersi il gas? Ancora una volta il dio dell’economia vince su tutti gli altri e io voglio solo sperare che Tolstoj avesse ragione quando sosteneva che

Dio esiste ma non ha alcuna fretta di farlo sapere.

Lev Tolstoj

Be’, io credo però che adesso questo Dio debba farsi vedere perché il mondo che ha creato si sta suicidando e il decantato libero arbitrio, per dirla con Tucidide, è solo l’utile del più forte.

Eppure non mi dovrei stupire di fronte a questo maldestro tentativo di damnatio memoriae, di fronte al professor Paolo Nori, che magari si è pure vaccinato per amor di insegnamento, e che adesso viene censurato in quanto reo di tenere un corso di letteratura su Dostoevskij!

Adesso siamo tutti ipocritamente ucraini. Adesso ci interessiamo di un Paese di cui abbiamo più volte insultato le donne in fuga:

Vengono qui per rubarci gli uomini, per manipolare i nostri vecchi!

…vox populi

Quando insegnavo al Cpia ho visto ragazze e donne ucraine piangere perché veniva negato loro il permesso di soggiorno, le ho viste spendere i pochi soldi ottenuti lavorando da badanti con avvocati incaricati per i ricorsi.

Ecce Italia: un tritacarne neoliberista che ora salva chi ha ucciso in vista di qualche profitto nascosto.

Ma adesso siamo tutti bravi, tutti solidali. Con gli Ucraini perché ci servono mentre i neri li lasciamo annegare in mare.

Questo è! Togliamoci le aureole.

I cattivi sono i Russi, tutto ciò che è russo corrompe.

Diceva Leonid II’ic Breznev:

Noi dichiariamo con la massima responsabilità: non abbiamo pretese territoriali verso chicchessia, non minacciamo nessuno, siamo favorevoli al libero sviluppo dei popoli ma nessuno si provi a usare con noi il linguaggio degli ultimatum e della forza.

Breznev, rapporto al XXIV Congresso del PCUS

Basterebbe togliere le basi Nato dai confini dell’Ucraina e Putin ritirerebbe le truppe ma ormai il conflitto è partito e l’industria delle armi, che con il Coronavirus aveva perso il suo posto al sole, deve guadagnare i soldi persi con la demilitarizzazione dell’Afghanistan.

I Russi sono i vecchi comodi nemici dell’Europa e dell’America in attesa dei Visitors, dei Rettiliani o di chissà che altro.

Io però con i Russi (gli autori) ci sono cresciuta, sono stati i miei zii mentre i padri erano greci: i Russi sono arte, danza, musica, letteratura.

Dobbiamo cancellare tutto?

Sergei Loznitza non ci sta, non si giudicano le persone dal passaporto, dice, non facciamoci prendere dalla follia. E’ un regista ucraino e non condanna i Russi in toto.

Invece la follia incombe: li condanna invece Fiera Ragazzi di Bologna, li condanna persino il Comitato Paralimpico che impedisce agli atleti Russi e Bielorussi di partecipare ai giochi.

In nome dell’inclusione?

Scrive Chiara Baldi su La Stampa:

Ora l’ateneo comunica che ci ha ripensato: «L’Università di Milano-Bicocca è aperta al dialogo e all’ascolto anche in questo periodo molto difficile che ci vede sgomenti di fronte all’escalation del conflitto. Il corso dello scrittore Paolo Nori si inserisce all’interno dei percorsi “Between writing”, percorsi rivolti a studenti e alla cittadinanza che mirano a sviluppare competenze trasversali attraverso forme di scrittura. L’ateneo conferma che tale corso si terrà nei giorni stabiliti e tratterà i contenuti già concordati con lo scrittore. Inoltre, la rettrice dell’Ateneo incontrerà Paolo Nori la prossima settimana per un momento di riflessione».

Chiara Baldi

La Bicocca ci ha ripensato…e vissero felici e contenti? Allora perché quel momento di riflessione? Un sinistro controllare i contenuti di un corso?

La Scuola e l’Università sono arcistufe di una cultura declinata alla politica: prima la campagna contro studenti e docenti no vax, ora l’attenzione verso tutto ciò che rappresenta il nemico russo (ma non lo faceva l’Urss nei confronti dell’Occidente?).

La Russia non è Putin: molti Russi contrari a quest’uomo sono stati arrestati ma questo all’Europa non importa, importa soltanto esportare armi e alimentare un conflitto mentre è chiaro come questi governanti non abbiano mai letto Delitto e Castigo.

Il grado di civilizzazione di una società si misura dalle sue prigioni

Fedor Dostoevskij

Ma che ve lo dico a fare…

Alessandra Giordano

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