Fronte del porto

Non c’è Terry Malloy a Trieste, né a Genova, né ad Ancona: sarebbe stato comodo cedere al compromesso, alla corruzione, alla protezione di un Governo che avrebbe addirittura offerto tamponi gratis ai portuali pur di non fermare la produzione.

Forte e chiara la denuncia di Stefano Puzzer che suona, nella sostanza, in questo modo:

dentro si lavora senza alcun controllo, fanno finta di non vedere ma noi non ci accontentiamo dell’inganno.

Samer nega:

Dallo scorso 15 ottobre all’ingresso di tutti gli uffici – nelle sedi di piazza dell’Unità d’Italia, Interporto di Fernetti e Terminal Portuale di Riva Traiana – una guardia giurata controlla il green pass di dipendenti, fornitori e visitatori.

Samer

E chi tra i due possa aver ragione è per noi evidente ma lasciamo ai posteri l’ardua sentenza.

Ciò che conta è ben altro, i porti sono diventati i luoghi in cui si difende la Costituzione: una, sola e antifascista.

E i portuali, gli insegnanti, le madri, gli studenti per questo combattono: per evitare la deriva totalitaria.

La gente però non se ne accorge, ritiene fascisti coloro che dissentono e si ribellano perché

Tutti i fatti possono essere cambiati e tutte le menzogne rese vere in modo che la realtà sia solo un agglomerato di eventi in continuo mutamento e di slogan in cui una cosa può essere vera oggi e falsa domani. E ciò in cui ci si imbatte non è tanto l’indottrinamento quanto l’incapacità di vedere i fatti.

Hannah Arendt

Le parole della filosofa vittima del Nazismo sono un severo monito e, ormai, una conferma, di quanto sta accadendo in Italia, un’Italia-al pari della Grecia-ridotta a feudo di potentati economici e massoni senza scrupoli.

Il modus operandi del nostro Esecutivo lascia esterrefatti per la naturalezza con cui cambia le evidenze oggettive: da un lato la connivenza con forze chiaramente eversive, dall’altro la fredda indifferenza con cui il Ministro Lamorgese ordina alla Polizia di attaccare inermi manifestanti con gli idranti e i lacrimogeni.

Dura la condanna della Cub:

Si usa la minaccia fascista per colpire i diritti dei lavoratori. Che le cariche contro i picchetti dei lavoratori fossero già predeterminate lo si è visto quando gli agenti sono arrivati in tenuta antisommossa. Il Governo Draghi pensa di affrontare così le giuste richieste dei lavoratori?

M. Amendola, segretario nazionale della Cub

Alla violenza di questa notte cupa della democrazia gli studenti rispondono con la piazza, con i canti, con la danza.

Studentesse della secondaria di secondo grado danzano in risposta alle restrizioni a cui sono soggette.

“Danziamo perché la Piazza non è violenza, perché abbiamo subito troppo e perché la situazione sta peggiorando” affermano dopo la performance.

Non capiscono loro, studentesse del biennio, come sia possibile dover conoscere la Costituzione a scuola e vederla disattesa nella realtà. Tante le domande, tante le analogie con i periodi studiati e la risposta è agghiacciante:

Le origini del totalitarismo: cinque frasi dal libro di Hannah Arendt

il totalitarismo attinge proprio alla stupidità, alla convinzione cieca di agire per conto di uno Stato che ci ama e ci protegge.

Incredulo, Gianluigi Paragone di Italexit osserva:

“Hanno dovuto mettere insieme il Governo dei migliori con le larghe intese, per azionare gli idranti nei confronti dei lavoratori. Guardate dove siamo arrivati!”

Il senatore Gianluigi Paragone

Non tutti i cittadini ci stanno quindi, non quelli che si rifiutano di divenire sudditi di mostri finanziari che agiscono soltanto per il proprio Bene, mostri che, se pur non hanno un volto, hanno un nome:

Vanguard, Black Rock e State Street . Lo spiega bene Tiziana Alterio nel suo libro: queste forze sono l’arché del nuovo mondo green desiderato dai governi occidentali tutti e di cui Italia e Francia sono le apripista.

Ma la macchina del fango è già in azione: come si è cercato di colpire la Schilirò, ora si cerca di delegittimare Puzzer, accusato di essere un ex sindacalista (quasi fosse un reato)!

Stefano Puzzer è la testimonianza vivente che il popolo non combatte contro il vaccino ma contro l’assurda ingiustizia della tessera verde, la prova? Il portuale è vaccinato!

Tra i ribelli, quelli che forse un giorno ricorderemo come partigiani se tutto andrà bene o come nemici dello Stato se tutto andrà male, non c’è la Cgil che è passata nell’esercito dei padroni, non c’è Leu che dovrebbe difendere i lavoratori ma la Cub, Italexit, i comitati dei cittadini e un’ambigua Giorgia Meloni che, se da un lato dà speranza al popolo No Green Pass, dall’altro sorride a un Salvini ancora più ambiguo.

E che dicono i fascisti? Quelli veri e non violenti? Guardano attoniti la vittoria di un liberismo che nel ’45 aveva il volto sorridente dei soldati americani e il sapore di una cioccolata che ci avrebbe resi schiavi nel volgere di qualche decennio. Con pazienza, con fermezza il ragno neoliberista ha tessuto la sua tela.

La politica, quella vera, si fa in agorà: la piazza ateniese, luogo in cui la democrazia mosse i primi passi, è la zona di luce che preoccupa il governucolo del banchiere. Per questo la piazza va fermata e recisa, che spina nel fianco quegli intellettuali che producono pensiero, che svegliano dall’ipnosi, che raccontano la Storia!

Il professor Becchi

Che rabbia quelle professoresse che resistono!

La professoressa Alessandra Giordano

Quei sanitari sospesi che continuano a insinuare dubbi.

Silvia, la famosa farmacista dissidente invitata a parlare da Alessia, studentessa di Scienze Politiche che ha passato i primi due anni in Dad e che, senza Green Pass, non può accedere alle lezioni.

Ma soprattutto che rabbia questi portuali che non si piegano e che rischiano di sovvertire l’ordine costituito e che, da Trieste in giù, hanno intenzione di non mollare mai!

Blocco portuali | Trieste chiama e Genova risponde | Video

Rosa J.Pintus


Di tutta l’erba un Fascio? L’attacco alla Cgil come scusa per bloccare le piazze

Di una cosa certamente si è reso conto il nostro Esecutivo: i cittadini non sono sudditi.

E quindi?

Vanno fermati.

A vent’anni dagli scandali del G8 di Genova la Storia si ripete ma l’italico popolo dei “sì drags” non vede, non sente, non parla.

Le dinamiche dei Black Block di ieri sono le stesse dell’attacco alla Cgil di oggi .

E magari la Cgil neppure lo sa.

Del resto Hegel ci aveva avvertiti:

Ma ciò che insegnano l’ esperienza e la Storia è che i popoli e i governi non hanno mai imparato nulla dalla Storia.

G.W.F. Hegel

O forse i popoli non hanno imparato ma i governi han ben appreso ogni arte.

Per quanto riguarda la percezione, a Hegel mancava un tassello: la variante fondamentale (e non mi riferisco a quella del virus): ai tempi del G8 al Governo c’erano i cattivi, la Destra considerata Fascista, senza offesa per Berlusconi e per i Fascisti che non credo si riconoscano nello stesso schieramento.

L’ordinata manifestazione di Genova

Ora invece governano i bravi, i puri di cuore, coloro che pongono l’interesse collettivo al di sopra dell’individuo (o l’interesse economico di pochi conta più del popolo?).

Governa la Sinistra e tutti sono liberi e uguali, non vi siete accorti delle verdi aureole che distinguono i bravi cittadini dai reietti?

La Sinistra, brava e magnanima, rende liberi e uguali tutti: donne, diversamente abili, omosessuali, transessuali, eterosessuali con tendenze omosessuali, omosessuali con tendenze eterosessuali, neri, bianchi, gialli e robot.

Tutti uguali se in possesso di green pass.

Le donne, i diversamente abili, gli omosessuali, i transessuali, gli eterosessuali con tendenze omosessuali, gli omosessuali con tendenze eterosessuali, i neri, i bianchi, i gialli e i robot privi di green pass stanno peggio di prima perché oltre alle discriminazioni patiscono la fame.

La Sinistra però lo fa per il nostro bene, ci mancherebbe! E in piazza ci vanno i bimbi capricciosi che non vogliono la medicina amara. Il fatto è che, tra questi bimbi capricciosi, molti appartengono al Partito Comunista, a Potere al Popolo, ai Centri Sociali.

Com’è possibile? Una nuova Scissione di Livorno?

No. Semplicemente la sinistra governativa, stregata dall’immanenza di un Draghi-Dar Fener e dall’imminenza di una consacrazione al potere priva di elezioni, ha abbracciato pienamente il pensiero di Kissinger:

L’illegale lo facciamo subito. Per l’anticostituzionale ci vuole un pochino di più.

H. Kissinger

Idea questa che piace e compiace il Governo dei Migliori.

Le piazze però irritano: sono tante, troppe e disciplinate.

In più la polizia è divisa e tra un po’ ci fa un 1917! Allora ecco riesumato l’antico grido: “In piazza ci sono i fascisti!”.

E quali sono questi fascisti?

Molti giornalisti, che non si possono sporcare le mani a intervistare il vero Fascio, quello repubblichino, dichiarano che i fascisti sono in un unico modo e che pure Gianluigi Paragone è fascista.

Ma non lo è, è sovranista nei confronti dei fasci finanziari europei ( ma pur sempre meno sovranista dell’attuale esecutivo che ritiene il Paese un feudo).

Paragone è risorgimentale, non fascista.

Allora sono fascistiforzanuovacasapound!

Già, loro lo sono e ne vanno orgogliosi ma anche tra loro ci sono delle differenze e Casa Pound a Roma, per esempio, non c’era.

Lo so perché io conosco Casa Pound, conosco Pessot, conosco Plinio. Li conosco perché sono una delle poche compagne che ha accettato di presentare i loro libri come controparte socialista.

Anche se il socialismo l’ho abbandonato lapidata dagli insulti dei compagni e raccolta da terra da Italexit .

Tra Casa Pound e Forza Nuova ci sono delle differenze, una delle prime è evidente: alle adunanze di Casa Pound c’è sempre la Digos, quella stessa Digos che mette infiltrati tra le file di Forza Nuova!

Inoltre, pochi lo sanno, Forza Nuova è un movimento di ispirazione cattolico-tradizionalista, Casa Pound prende invece energia dai Figli del Sole, è quindi un movimento più vicino all’anarchia fiumana che al neonazismo.

Sempre ammesso che l’attacco sia di FN, i video su telegram narrano una regia differente.

Esattamente come i video del G8.

Esattamente come il poliziotto che mi dava della puttana comunistra mentre gli infiltrati bruciavano auto e bidoni a Genova.

Ma forse sono vecchia e ricordo poco: ricordavo persino dei no global ma forse li ho sognati.

L’impressione è che quanto accaduto a Roma sia da inserirsi non solo nella delegittimazione dei no green pass ma anche nella lotta agli ultimi voti della capitale: Fdl e Lega, che da sempre hanno rapporti con le destre extraparlamentari, verranno additati come amanti dei fascisti e Gualtieri trionferà sotto la benedizione dell’Esecutivo.

Il quarto stato

E che la Cgil fosse la preda più facile: lo stesso Giuseppe Pellizza da Volpedo, si sta ribaltando nella tomba nel vedersi appeso nelle sue sedi.

Rosa Johanna Pintus


Le piccole gocce che fanno tremare il mare di menzogne e propaganda

Un mare di menzogne e propaganda rischia di cancellare sotto le sue onde cupe l’Italia; pare assurdo, il 1847 è lontano ma l’Italia è tornata ad essere un’espressione geografica e niente altro. A renderla tale non è stato l’austriaco Klemens von Metternich ma l’ italianissimo Mario Draghi.

Tutto è perduto. Il sacrificio della patria nostra è consumato: tutto è perduto; e la vita, seppure ne verrà concessa, non ci resterà che per piangere le nostre sciagure, e la nostra infamia.

Le ultime lettere di Jacopo Ortis, Ugo Foscolo

In un periodo così tragico la Sinistra italiana, nonostante le disgustate e dimenticate dimissioni di Zingaretti, sceglie di incollarsi alle poltrone e di essere complice di una deriva neoliberista che non ha precedenti.

Un atteggiamento non dissimile, camaleontico e iniziato ben prima del Covid è quello dei Cinque Stelle per i quali, a seconda di chi li rappresenta, può essere chiamata in causa la celeberrima classificazione di Leonardo Sciascia:

Quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà. Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, ché mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini. E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi. E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito. E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre.

Il giorno della civetta, L. Sciascia

Tra gli uomini annovero Giuseppe Conte, il senatore Mattia Crucioli, il senatore Gianluigi Paragone.

Si deve pagare per lavorare. Il Green Pass è una vigliaccata
Gianluigi Paragone, leader di Italexit e la sua battaglia contro il Green Pass

Il primo, pur delegittimato da un colpo di Stato, è rimasto nel Movimento e sembra ancora credere in un post Draghi a trazione PD-Cinque Stelle; è uno dei migliori oratori che il Paese ha conosciuto di recente, l’uomo giusto per poter tenere l’Italia intera bloccata in casa.

Scrive Circolo 20 News:

Un Giuseppe Conte d’area gesuita, appoggiato dal medesimo potere decisionale che pilotava Giulio Andreotti. La curiosità vien leggendo e l’accenno alla stessa parola “potere” come potenza concentrata in poche mani, rende tutto credibile, poiché ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che la parola “governo” non è fatta per il bene del popolo, ma per servitù al potere. La prova è che ogni governo, una volta insediato, puntualmente non mette in atto il programma prefissato, ma segue una strada già segnata dai governi precedenti.

Carlo Mariano Sartoris

Eppure quest’uomo è stato fermato da Renzi, su cui è inutile qualsiasi commento, e da Di Maio, perché? Ci risponde Stefano Villa, responsabile organizzativo della provincia di Genova di Italexit, un partito che nel Nord Italia sta raccogliendo importanti consensi:

Di Maio è l’uomo che ha tradito i Cinque Stelle, l’archetipo di colui che lavora nell’ombra e che è disposto ad allearsi con chiunque pur di rimanere al potere. Conte non è di certo un innocente ma è stato sostituito dall’uomo dei poteri forti.

Stefano Villa
Il primo tradimento dei Cinque Stelle

Dei poteri forti, attenzione, e non dai poteri forti come vorrebbe la maggioranza. E infatti Draghi non è che il burattino perfetto di chi esige la totale resa dell’Italia con buona pace del povero Goffredo Mameli morto a soli 21 anni nel 1849 a seguito di una ferita dovuta alla strenua difesa della Repubblica Romana.

E mira al Colle il nostro Draghi? Non sarebbe meglio se diventasse presidente della repubblica nella non malvagia ottica del promoveatur ut amoveatur?

No. Assolutamente no. Il Presidente della Repubblica deve essere il garante della Costituzione e, soprattutto, ha il compito di essere il rappresentante di tutti gli Italiani. Mattarella si deve essere sentito costretto a dare il Paese in mano a Draghi e poi…lo ha seguito in tutto.Già così ci troviamo nei guai: Sandro Pertini non avrebbe mai permesso l’applicazione di norme illiberali e anticostituzionali. Draghi al Colle sarebbe garanzia di tragedia poiché firmerebbe qualsiasi cosa gli venisse ordinata nel silenzio del dibattito pubblico.

Stefano Villa

Guardo Stefano attraverso lo schermo:

Perché hai scelto di militare nel partito di Paragone? Non è un uomo discusso? Si vocifera molto sul suo conto.

Si vociferava sui bonifici che non avrebbe versato ma si sosteneva il falso. Gianluigi Paragone ha versato i bonifici che, in origine, i Cinque Stelle avevano previsto per finanziare le imprese italiane. Una volta assaggiato il Potere però, il Movimento ha disatteso scientemente le politiche economiche per cui era stato votato dai cittadini evitando di tassare a dovere i grandi colossi e le multinazionali.

Stefano Villa
Stefano Villa intervista la sedia vuota del virologo Bassetti che non ha accettato l’invito a un confronto lontano dai set televisivi

Anche tu quindi sei uno dei delusi dal Movimento Cinque Stelle?

Nonostante io sia figlio della generazione Erasmus e abbia profondamente creduto nella possibilità di un’Europa dei popoli, benché io sia vissuto per un periodo a Berlino e anzi, forse, proprio per questo, mi sono reso conto che un’Europa così concepita avrebbe continuato ad arricchire le aristocrazie finanziarie. Aristocrazie…direi oligarchie. Per cui sì, dei Cinque Stelle mi piaceva l’idea dell’uscita da una moneta unica che, di fatto, indebita i Paesi membri più deboli; ero inoltre certo che il Movimento non si sarebbe mai corrotto con la Destra neoliberista…che dire! I pugni in faccia fanno crescere.

In Italexit vedi una speranza?

Mi fido di Gianluigi Paragone, Italexit può sembrare una goccia tra tante ma siamo determinati a portare avanti la battaglia per riprenderci la sovranità del nostro territorio e per fermare l’abominio di questo regime che si regge sul divide et impera, sulla propaganda e la disinformazione, sull’attuazione di decreti liberticidi che tradiscono il patto politico tra i cittadini e lo Stato. E anche oggi, alle 18.30, in Piazza della Vittoria a Genova, manifesteremo il nostro dissenso.

Alessandra Giordano


Dalla classe pollaio alla classe apartheid: considerazioni senza peli sulla lingua

di Cristina Tolmino

Marchio a scuola: vergognoso il trattamento che è stato riservato ai docenti, rei di aver scelto di non sottoporsi al ricatto vaccinale finalizzato all’inoculazione del vaccino OGM , 

“vaccino non approvato che può prevenire il Covid soggetto a  autorizzazione all’uso di emergenza (EUA), da parte della FDA, vaccino che “potrebbe impedire di contrarre il Covid 19 e “potrebbe non proteggere tutti” . 

da.gov, scheda informativa per riceventi e assistiti

ma in questa occasione non voglio dilungarmi su questo.

Voglio invece sottolineare la gravità di un altro punto del decreto legge  che ha esteso l’obbligo del lasciapassare governativo  all’interno degli istituti scolastici e che riguarda la comunità degli studenti. 

Al punto 3 dell’articolo 1 del suddetto DL viene infatti stabilito che 

…I protocolli e le linee guida possono disciplinare ogni altro aspetto concernente le condizioni di sicurezza relative allo svolgimento delle attività scolastiche ivi inclusa la deroga alle disposizioni di cui al comma 2) lettera a ),  per le classi composte da studenti che abbiano tutti completato il ciclo vaccinale o abbiano un certificato di guarigione in corso di validità”.

Cerco di capire il significato di quanto enunciato.

Le disposizioni a cui si fa riferimento sono i dispositivi di protezione delle vie respiratorie, cioè le mascherine . Gli allievi della classe composta da soli studenti che abbiano completato il ciclo vaccinale o abbiano ottenuto un certificato di guarigione può essere esentata in blocco dall’uso dei dispositivi di protezione, a differenza della classe nella quale anche un solo ragazzino non sia stato sottoposto al trattamento, e nella quale, e a causa dello stesso, saranno tutti costretti a indossarli. 

A prescindere dal mio personale, poco autorevole e poco significativo  parere, ricordo le parole con le quali il premio Nobel Montagnier si è espresso riguardo alla possibilità di sottoporre a questo vaccino la popolazione dei giovani:

“Non possiamo accettare il rischio per i bambini, i ragazzi e le generazioni attuali. .. il vaccino è una soluzione, ma non la sola, ci sono trattamenti e terapie che possono avere effetti contro questa infezione…”  e ancora “… Rischiamo di avere effetti assolutamente imprevedibili, ad esempio i tumori…”

L.Montagnier

Ma accantoniamo l’illustre  Montagnier e la dibattuta questione se sia opportuno o no vaccinare in massa gli over 12; alcuni adolescenti  saranno  stati sottoposti al trattamento, altri no. 

Apartheid de lege et de facto


Immagino di rientrare in classe. Posso solo immaginare, perché io  quest’anno scolastico in classe non potrò entrare, come i cani fuori dal supermercato, e sarò privata dello stipendio a causa della mancanza del green pass.

Immagino di entrare in classe. Difficilmente entrerei in una classe modello, con tutti gli studenti vaccinati, data la reticenza di tante famiglie, che hanno abbracciato la politica del vaccino limitatamente ai soli componenti adulti, per necessità di salute, per convincimento personale o per pressioni sociali,  ma sono dubbiose e perplesse per quanto riguarda i figli. 

Immagino che tra i ragazzi si saprebbe subito chi è vaccinato e chi no, dal momento che adesso pare sia diventato di moda tra alcuni giovani anche tatuarsi il qr code del marchio sul braccio, pratica che a me personalmente fa orrore perché mi suggerisce cose brutte della storia che sarebbe meglio non evocare ma ricordare con consapevolezza e cognizione di causa, ma mi fa peraltro orrore anche la faccia di Topolino tatuata sulle natiche. 

Io sono vecchia e non ho gli strumenti per comprendere il significato profondo di certi rituali della modernità diffusi tra i giovani e si creerebbe una situazione di inevitabile conflittualità. 

Il vaccino, come suggerito dalle star dello spettacolo e della canzone, diventerà uno status symbol da esibire, chi non ha il vaccino è “sfigato”, chi ha il vaccino è “figo”. Il passaggio successivo è che chi ha il vaccino si sentirà discriminato perché, a causa dei compagni non vaccinati, dovrà comunque indossare la mascherina, e chi non ha il vaccino sarebbe continuamente oggetto di attacchi, più o meno scherzosi, da parte  dei compagni “fighi”, e avrebbe ben poche armi per difendersi, perché a 12 anni non è proprio immediato controbattere citando Montagnier o recitare a memoria le righe più “critiche” del bugiardino dei singoli farmaci che vengono inoculati. 

 Aggiungiamo che i ragazzi non hanno filtri, e, se io che sono vecchia vengo già adesso schernita da adulti che godono del fatto che dal 1 settembre non avrò più lo stipendio e lo considerano una giusta vendetta per la mia resistenza  al ricatto governativo, dopo avere già passato un inverno e una primavera fra colleghi che, cristianamente, auguravano di morire di Covid a me alla mia famiglia, immagino che anche tra i ragazzi non sarà facile, eppure è ciò che è lecito aspettarsi, avendo di fatto istituzionalizzato una sorta di legittimo bullismo all’interno della classe. 

Una silente discriminazione

Ulteriore punto a sfavore dei ragazzini non vaccinati è il fatto che essi si trovano già in una condizione di sofferenza per avere dovuto rinunciare alle normali attività di socializzazione tipiche della loro età, la palestra, la piscina, gli allenamenti, il concerto, il teatro, il cinema, il parco tematico, e per i più grandi, viaggi e viaggetti con gli amici. Questi ragazzi sono inevitabilmente molto provati psicologicamente, abbruttiti da un anno di Dad e un anno di bi-zona (cit. Lino Banfi, L’allenatore del pallone)  a suon di gel e mascherine, distanziamento coatto e accessi al bagno controllati, situazione che si ripresenterà per tutti, vaccinati e non, ma della quale i vaccinati incolperanno i non vaccinati

Nella stessa classe, peraltro, abbiamo fino all’anno scorso insegnato educazione civica come materia trasversale, con interventi mirati alla conoscenza e al rispetto dei più importanti articoli  della Costituzione, alla comprensione del valore di studio e lavoro e alla loro esaltazione come strumento di realizzazione della persona, alla condanna della discriminazione in ogni suo aspetto e sotto ogni forma, all’educazione alla tolleranza , alla prevenzione del bullismo, materiale e cibernetico. 

Chat delle mamme e altre amenità

Immagino poi le mamme, che saranno ovviamente anche loro schierate tra favorevoli e contrarie al vaccino, ci saranno le mamme vaccinate con figli vaccinati, le mamme non vaccinate con figli non vaccinati, e le mamme vaccinate con figli non vaccinati, e si apriranno dibattiti e scontri tra le varie fazioni. Nasceranno chat e sottochat, verranno inviati screen shot in piena notte al coordinatore di classe, alla faccia della privacy e del diritto alla disconnessione, i Dirigenti dovranno mettere il filo spinato per proteggere la porta del loro ufficio, e la gestione dei colloqui con le famiglie diventerà una faida al limite della guerra civile.

Forse, davvero, almeno, non potere avere accesso ai locali scolastici mi manleverà da questo strazio, e dovrò ricordarmene per trovare qualcosa per il quale sorridere quando dovrò andare a prendere il pacco alimenti alla Caritas (ammesso che non sia necessario il marchio) perché, essendo senza reddito,  alla lunga non potrò più comprarmi da mangiare.

Altra problematica su cui mi interrogo anche se, ripeto, non sarò a scuola a poter vedere cosa accadrà, è la gestione delle quarantene per i ragazzi. Gli studenti vaccinati avranno un numero minore di giorni da trascorrere in quarantena rispetto ai loro compagni non vaccinati? Se saliranno i contagi e le regioni diventeranno di nuovo colorate, ai ragazzi non vaccinati sarà comunque permesso andare a scuola o verrà proposta loro nuovamente la Didattica on Line, realizzando per magia e per incanto la metamorfosi,  pandemicamente corretta, della usuale e consolidata classe pollaio di over 28 (laddove per over 28 non si intende una classe di super ripetenti ma 28 è il numero degli allievi) , mai ritenuta fonte di problemi dal Ministero della pubblica Istruzione neanche prima del Covid, in “classe apartheid” in nome della prevenzione/punizione sanitaria, con i vaccinati a scuola e i non vaccinati in Dad? 

Mentre mi appresto a concludere, chiudo un po’ di quaderni di appunti e mi cade l’occhio sulla 

Nota Miur  del 22 luglio 2021, contenente le indicazioni fornite dal CTS in relazione all’apertura dell’anno scolastico 2021-22, nella quale si recita che  è

”… necessario che la comunità scolastica, continuando a promuovere la conoscenza ed il rispetto delle regole anti – covid, nel quadro dei propri compiti istituzionali, operi per far comprendere il valore della vaccinazione, sia ai fini della prevenzione del contagio e della tutela della salute (soprattutto dei soggetti più fragili) , sia quale misura per la ripresa  della normale vita scolastica e con essa della vita sociale del Paese…” 

e improvvisamente mi è chiaro il motivo per cui io, quest’anno, a scuola non posso entrare, come il cane fuori dal supermercato. 

E come il cane fuori dal supermercato aspetterò, non il mio padrone come fa il cane, ma la mia comunità, il mio mondo, il mio spirito, i miei nervi, le mie vene, la mia pancia, le mie budella… in poche parole i miei studenti, a cui appartengo, verso i quali  ho dei doveri che prescindono da conoscenze, competenze, verifiche,  valutazioni, burocrazia e bizantinismi,  perché sono legata a loro da un dovere morale che è un misto di sentimento e rigore intellettuale, perché loro hanno bisogno di essere aiutati a scoprire come esercitare il loro spirito critico, e devono essere liberi di esercitarlo, al di là di un biglietto per lo stadio, di un gelato, di una promessa fittizia di libertà celata dietro uno scambio di merci e di favori, perché hanno bisogno di leggere e comprendere quelle fonti che permettano loro di guardare la storia super partes in autonomia, e io ci DEVO essere e DEVO aspettare,  anche fuori dalla scuola, come il cane fuori dal supermercato. 

Cristina Tolmino


Il ricatto, la minaccia e l’estorsione son le tre faville che hanno i cuori uccisi

Ricatto, minaccia ed estorsione sono gli ingredienti del Governo dei Migliori e le Leggi Fascistissime fanno un baffo a quanto accade ora: nel breve spazio di un anno abbiamo visto la defenestrazione di un presidente, reo di aver abusato del potere esecutivo, e ci siamo visti imporre i nuovi Castore e Polluce, Dioscuri non nati da Zeus e da Leda ma dal Panfilo Britannia e dall’Esercito.

Lor signori non parlano: agiscono.

Attraverso il ricatto, la minaccia, l’estorsione ci impongono di firmare un foglio di consenso informato per sottoporci a un vaccino che non è un vaccino ma un siero genico NON SPERIMENTATO che neppure protegge chi se lo inocula.

E il Green Pass, nato per facilitare i viaggi all’interno dell’area Schengen, diviene de facto, in Italia, un requisito per poter lavorare.

Un requisito.

Il giornale La Voce specifica che:

La certificazione verde non equivale alla vaccinazione. Viene infatti rilasciata a tre categorie di soggetti: chi si è vaccinato contro il Covid-19, chi ha ottenuto un risultato negativo al test molecolare/antigenico, chi è guarito dal Covid-19. Quello che cambia tra le categorie di soggetti è la validità della certificazione. 

La Voce

Ma il tampone costa e dura soltanto 48 ore!

E non illudetevi che valgano il tampone salivare o quello del supermercato: no!

No, perché devi essere inserito dal personale in una piattaforma digitale che ti rilasci il Green Pass e, tale inserimento, avverrà dopo qualche ora.

Il controllo completo è realizzato.

L’attuale Governo supera di gran lunga le fantasie di Mondo Nuovo di Aldous Huxley, pubblicato nel 1932, critica spietata del taylorismo identificato dal culto ossessivo di Henry Ford. Inquietante e drammatico già come distopia, il romanzo si rivela reale:

Ci sarà in una delle prossime generazioni un metodo farmacologico per far amare alle persone la loro condizione di servi e quindi produrre dittature, come dire, senza lacrime; una sorta di campo di concentramento indolore per intere società in cui le persone saranno private di fatto delle loro libertà, ma ne saranno piuttosto felici.

Mondo Nuovo, A. Huxley

E anche il mondo dell’informazione supera le previsioni più nere di George Orwell:

Se tutti i documenti raccontavano la stessa favola, ecco che la menzogna diventava un fatto storico, quindi vera

1984, George Orwell

Noi però abbiamo ancora memoria della Costituzione, in teoria la si insegna nelle nostre scuole e dovrebbe, in uno Stato laico, avere un valore maggiore del Vangelo…a proposito, che fine ha fatto il Papa?

A questo punto occorre decidere se mettersi dalla parte della Costituzione o dalla parte di chi la calpesta e sperare che la Giustizia europea sia più veloce di quella italiana.

Come docente di Storia, mi schiero dalla parte della Costituzione che, nella gerarchia delle fonti, ha un valore più alto dei decreti legge.

Sono certa che, come il Potere non si è fatto alcuno scrupolo a passare sul corpo di De Donno, meno ancora se ne farà a passare sul corpo di quattro docenti “sfigati” e invisi ai più poiché ritenuti rei di privilegi che non hanno.

Indipendentemente da ciò che farò o non farò o dovrò fare perché sarò costretta a farlo, mi pare evidente che si colpiscano gli insegnanti non allineati perché fanno paura a questo sistema economico.

Come madre, mi chiedo se non sia il caso di emigrare e portare i miei figli in un posto migliore ma ho davanti agli occhi tutti i giorni le difficoltà inerenti questa scelta e non so se avrò lo stesso coraggio degli alunni migranti che ho seguito in questi anni.

Rosa J.Pintus


Alea iacta est: il Rubicone dell’Esecutivo

Alea iacta est, ci capita oggi di essere considerati criminali pur essendo innocenti. In una situazione che non ha precedenti, solo evidenti analogie con il ventennio del secolo scorso, stiamo accettando imbelli l’apartheid sanitario.

Evidenze inquietanti se si va ad analizzare il nostro Esecutivo e il suo modo di operare.

Dopo un golpe bianco capitanato da Italia Viva, siamo stati gettati in un Governo autodefinitosi degli aristoi che ha reso il Parlamento un complemento accessorio della cabina di regia, in una sorta di democrazia guidata che non può essere legittimata in alcun modo.

L’altra analogia è l’utilizzo della propaganda in luogo della normale informazione.

Non lo dico io, lo afferma Santoro il 25 maggio in televisione ove lamenta la mancanza di studi propriamente nostri sul virus e la mancata evidenza di diffusione del virus in occasione d’assembramenti.

Allarmante è il continuo ricorso a metafore di guerra, la sostituzione di Arcuri con Figliuolo, la velata militarizzazione di uno Stato che fu una democrazia.

Per non parlare della manipolazione dei dati per cui a Foggia, in Puglia, il direttore della Asl ha stabilito quanto segue (lo trovate dal minuto 33 del video proposto): i pazienti Covid non vaccinati vengono trattati in reparti Covid, quelli vaccinati seguono un percorso No Covid e vengono messi in corsia con i non malati.

Perché? Per fare in modo che nei reparti Covid ci siano solo i non vaccinati.

Siamo alla follia.

Il cosiddetto Governo di unità nazionale sta portando il Paese sull’orlo della guerra civile e molte famiglie sul baratro del divorzio; mentre dà il via alla più grande discriminazione della storia, costringendo gli esercenti a divenire sceriffi, l’Italia si divide:

Metterò tutti i tavoli fuori, non ho intenzione di far lo sceriffo

un barista

Basta un giro su Facebook e gli amici si ritrovano: oggi sulla rete, domani in piazza.

Intanto nella prima metà di luglio si sono registrati 199 decessi, tutti accomunati da quell’unico fattore V che qui non si può manco scrivere altrimenti viene bloccato l’articolo.

Cantiamo guerre più atroci di quelle civili, combattute sui campi

d’Emazia, e il delitto divenuto legalità e un popolo potente che si è

rivolto contro le sue stesse viscere con la destra vittoriosa e i

contrapposti eserciti appartenenti allo stesso sangue e – infranto il

patto della tirannia – tutte le energie del mondo sconvolto che lottano

per un comune misfatto e le insegne che vanno contro quelle avversarie e

le aquile contrarie alle aquile e i giavellotti minacciosi contro i

giavellotti.

Lucano

Versi di Lucano che descrivono una Roma in cui la guerra civile è divenuta regola ma che ben presto andranno bene anche per l’attuale Italia.

Oggi non abbiamo Cesare e Pompeo, non abbiamo Catilina né i Gracchi.

Abbiamo un solo assioma: Draghi è ragion pura.

Si sta costruendo intorno a quest’uomo una mitizzazione, una divinizzazione che non prevede contraddittorio: ciò che dice è giusto e non prevede discussione.

E dove siamo arrivati?

No piscine, no palestre, no sport di squadra: tutto questo colpisce e limita i minori.

Il resto colpisce gli adulti: adulti colpevoli di attuare una scelta libera, ponderata, studiata.

Perché non c’è alcun obbligo vaccinale, c’è solo un’arbitraria attuazione di divieti che porterà gli uni inevitabilmente contro gli altri.

Se noi adulti possiamo reggere, che dire dei bambini? A ottobre la sperimentazione sarà diretta alla fascia 0-12.

In un momento in cui si discute il DDL ZAN, a mezzo del decreto legge 105 si attua la più grande discriminazione della nostra storia repubblicana che non risparmia neppure gli adolescenti.

Come possiamo reagire a tutto questo?

Le vie sono tre: manifestazioni, ricorsi, disobbedienza civile.

Perché, ricordiamocelo, questo farmaco ha ancora un’autorizzazione condizionata e Aifa aggiorna il bugiardino giorno per giorno; è grazie a questo meccanismo di trasparenza che noi conosciamo alcuni degli effetti avversi di questi sieri:

  • trombosi per Astrazeneca;
  • miocardite per Pfizer.

Se gli effetti sono sui bugiardini, non si sono riscontrati in poche persone ed è per questo che lo Stato preferisce legiferare a favore di un apartheid sanitario piuttosto che di un obbligo vaccinale.

Apartheid che colpirà anche i vaccinati se, allo scadere dei nove mesi di vita normale concessa, non si sottoporranno alla terza dose di vaccino.

E’ incredibile che la lotta contro la discriminazione sia condotta dall’estrema destra mentre la sinistra sorride al ricatto ma questi sono i tempi.

Giorgia Meloni e Matteo Salvini sono stati palesemente costretti a vaccinarsi, tanto che la prima ha dichiarato al Messaggero:

Non sono no vax. Ma se chiedono di farlo a mia figlia neanche in catene.

Giorgia Meloni

Qualcuno può onestamente affermare che questo modo di procedere sia diverso dalle Leggi Fascistissime?

Vi ricordate la tessera del pane?

La tessera fu uno dei metodi più efficaci per controllare, inquadrare ed assoggettare le masseLa tessera del PNF venne soprannominata “Tessera del Pane” per l’importanza che assunse in uno degli aspetti più importanti della vita sociale del Paese: il lavoro.

Le tessere del fascismo-storie di pianura

Spero vi rendiate conto di quanto stia accadendo e che siate consapevoli del fatto che, le condizioni per cui giunsero al potere le dittature, non sono dissimili da queste.

Sappiate che nessuno è innocente se decide di voltarsi dall’altra parte e proseguire la sua comoda vita allineata.

E’ il momento di scegliere tra un regime che nasconde le sue imposizioni nei cavilli della legge e la difesa di una democrazia sull’orlo del baratro.

Alea iacta est, il dado è tratto, è giunto il tempo di fermare questa barbarie che paragona i liberi cittadini a sorci, parallelo fatto dal Colonnello Landa in “Bastardi senza gloria” di Quentin Tarantino prima ancora di Burioni.

Rosa J. Pintus


Il ragazzo che cavalca la tigre: saggio filosofico di un under 17

Due occhi attenti alla ricerca della verità, una verità assoluta e propria di chi è giovane e la pretende, di chi si ritiene messo all’angolo dalle generazioni più anziane e dispotiche, la pretesa di una risposta alle ragioni dell’ipocrisia, della prepotenza, dell’economia. Alberto non ci narra in queste righe il suo pensiero riguardo la pandemia, punta dritto alla shock economy, cuore dell’attuale situazione e sembra affermare, senza mai dichiararlo, che le crisi sono indotte e che c’è una tigre terribile, invincibile adesso ma che, cavalcata nel modo giusto, verrà sconfitta.

A voi il saggio di un giovanissimo amante della filosofia che ha ottenuto il suo podio.

R.J.Pintus

Saggio a cura di Alberto Giannattasio

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorgono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere “superato”. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle Nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie d’uscita. Senza la crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. Parlare di crisi significa incrementarla e tacere nella crisi è esaltare il conformismo, invece, lavoriamo duro. È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lieve brezze.

Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.

(A. Einstein, Il mondo come lo vedo io)

In questa dichiarazione Einstein elogia la crisi in quanto darebbe la possibilità di migliorarsi, se si riesce ad affrontarla correttamente. Mi trovo in buona parte d’accordo con questa affermazione, poiché ritengo anch’io che la crisi, se affrontata con giuste scelte, può dare un beneficio. La parola crisi deriva dal greco κρίσις ( krisis) ovvero scelta; questa può essere o positiva, e portare dunque a un miglioramento, o negativa, e portare dunque a un peggioramento.

Far vivere una persona, o un gruppo di persone, continuamente in crisi però è disumano poiché questo a lungo andare non farà altro che portare a un logoramento e degrado; l’essere umano non è fatto per vivere continuamente in uno stato di crisi, tensione, lotta con sé stesso contro gli altri e contro il mondo circostante, altrimenti si estinguerebbe. Bisogna anche precisare che non esiste un solo tipo di crisi, ma molti tipi di crisi; esempi sono le crisi politiche, economiche, sociali, spirituali. Crisi che sono prima di tutto individuali, e poi possono essere collettive.

Per crisi individuale si intende una crisi che riguarda il singolo individuo, che lo obbliga a mettere in discussione molte delle sue certezze e che lo obbliga a prendere un altro percorso nella sua vita.

Per crisi collettiva si intende una crisi che riguarda una moltitudine di individui che fanno parte di una stessa società, comunità, Nazione o che può riguardare anche tutti gli abitanti di uno stesso pianeta. 

Come già detto le crisi sono diverso tipo e alcune possono portare a un miglioramento tecnologico e scientifico. Questo si è potuto osservare per esempio durante le guerre, in particolar modo durante la prima e seconda guerra mondiale; basti pensare che nei primi anni del ‘900 gli aerei erano scarsamente usati ed erano ancora biplani o triplani, mentre con le due guerre mondiali si è passati ai monoplani, o si pensi al fatto che verso la fine della seconda guerra mondiale sono stati usati per la prima volta dei missili, i razzi V2.

Altre crisi possono portare a un rinnovamento spirituale, come per esempio accadde all’impero Romano; il non riconoscersi più nelle antiche divinità pagane portò le autorità imperiali ad abbracciare il credo cristiano, facendolo diventare religione di stato.

Ulteriori crisi possono essere politiche e possono portare a un cambio di regime, che può essere migliore o peggiore del precedente, ma che comunque cerca di portare “innovazione” all’interno dello stato; esempi molto conosciuti, per diversi motivi, sono comunismo, fascismo, nazional-socialismo, regimi che si sono contrapposti durante il ‘900, in diversa maniera, alle democrazie rappresentative occidentali, diventando delle alternative politiche. Infine, crisi gravi, sul piano collettivo, sono le crisi economiche, che possono portare ad adottare nuove formule economico-sociali a vantaggio della popolazione aumentando per esempio i salari, i livelli di occupazione, la ricchezza media, oppure ad adottare soluzioni a danno della popolazione, impoverendola. Le crisi appena citate sono prima di tutto su un piano individuale, devono riguardare il singolo individuo, e possono essere risolte esclusivamente da soli; sarebbe assurdo pensare che un individuo, senza essere riuscito a risolvere i propri problemi, possa pensare di aiutare gli altri a risolvere i loro. Dunque le crisi devono essere prima risolte a livello individuale, e poi, se possibile e necessario, il singolo individuo può cercare di risolverle a livello collettivo.

Come dice Einstein la crisi è una rottura degli schemi quotidiani, che ci permette di affrontare continue sfide, e questo, se fatto per il tempo giusto e in modo corretto può portare a un rafforzamento dell’individuo e della collettività; in natura gli animali sono costantemente sottoposti al pericolo di morte e devono in continuazione competere per sopravvivere. L’uomo, tuttavia, come dice Aristotele, è un animale politico, ovvero per natura tende a stare, collaborare e organizzarsi spontaneamente con i propri simili, e per fare ciò ha bisogno naturalmente di stabilità e calma e non di un ambiente caotico, pericoloso e disordinato, a differenza delle bestie. La dimostrazione è che l’uomo ha creato una propria civiltà, mentre gli animali no, nonostante siano su questo pianeta da più tempo di noi, secondo la storia ufficiale. La cosa migliore sarebbe dunque insegnare ai membri di una società come affrontare periodi di crisi e grave crisi e sottoporli sporadicamente a periodi di prova, cercando di trovare gli individui migliori per metterli al comando della Nazione, in modo che si possano ridurre le possibilità di decadenza tramite individui non idonei.  

Si potrebbe controbattere che certi tipi di crisi possono essere indotte, per poter poi controllarne la reazione per ottenere lo scopo voluto in partenza, usando la formula hegeliana “problema, reazione, soluzione”. Questo è innegabile. Si prendano per esempio in considerazione le crisi economiche; queste, come sostenne lo stesso Milton Friedman con la sua “shock economy”, possono essere indotte e sfruttate per poter poi introdurre riforme, altrimenti prima troppo impopolari, presentandole come indispensabili. Altri esempi possono essere le crisi sociali; anche queste possono essere indotte, come fecero per esempio i colonizzatori in Africa, aizzando lotte interne tra gruppi etnici che abitavano uno stesso Stato. In ogni caso, per quanto certe situazioni possano essere indotte volontariamente da una certa persona o un certo gruppo di persone, non si può comunque affermare che le reazioni possano essere sempre quelle volute; per esempio le stragi compiute contro la popolazione civile, di un paese occupato, dagli eserciti occupanti, allo scopo di indurre a una minore resistenza, spesso producono l’effetto opposto. Si potrebbe anche obiettare che l’uomo non è fatto per vivere in stati di crisi ma è fatto per vivere in un ambiente che renda tutto facile e non crei alcun tipo di ostacolo. Per rispondere a questa obiezione si può usare questo aforisma: tempi avversi creano uomini forti, uomini forti creano tempi tranquilli, tempi tranquilli creano uomini deboli, uomini deboli creano tempi avversi. Questo vuol dire che c’è un ciclo continuo dove gli uomini devono necessariamente, nel momento del bisogno essere in grado di saper fronteggiare le crisi e le avversità del tempo, mentre al contempo non dovrebbero lasciarsi andare nella mollezza e debolezza se non vogliono in futuro trovarsi in situazione di grave difficoltà. Su questo concetto esistono molti esempi di diverso tipo, da quelli storici a quelli politici. Un esempio storico può essere l’antica Repubblica di Roma, dove la debolezza della classe dirigente, composta da individui poco degni, ha generato corruzione, la conseguente decadenza temporanea dello Stato e la guerra civile, mentre esempi politici possono essere “scandali” di corruzione di vari partiti e uomini politici, creando indubbiamente un degrado e impoverimento a livello nazionale. 

Concludendo, le crisi possono generare, per diverse ragioni, risultati positivi o negativi. Il singolo individuo e la collettività di uomini non possono vivere costantemente in uno stato di lotta perenne, in quanto questo sarebbe distruttivo, ma non possono neppure vivere o ambire di vivere in uno stato di rilassamento totale e mollezza, in quanto anche questo sarebbe distruttivo; devono pertanto trovare una forma di equilibrio, ovvero una stabilità che consenta comunque di prepararsi ed essere pronti ad eventuali trasformazioni, senza permettere periodi di debolezza. In caso di crisi bisogna inoltre sapere come indirizzarla altrimenti da occasione proficua per un miglioramento potrebbe diventare un’esperienza distruttiva. A questo scopo si può usare la formula orientale “cavalcare la tigre”, ovvero non opporsi a un periodo di crisi ma sapere come attraversarlo senza subirne gli effetti negativi e sfruttandolo per un miglioramento, così come è impossibile opporsi direttamente alla tigre e per evitare di essere una sua vittima bisogna cavalcarla, ottenendo anche dei vantaggi, fino a quando questa non sarà stanca e allora potrà essere uccisa senza rischiare danni. 

Alberto Giannattasio


L’insostenibile menzogna della catarsi: un virus arma che arricchisce chi già ha!

E fu il virus.

Le scene di Wuhan, le scene di Codogno e il numero dei morti. Un rito tetro e nel contempo rassicurante a cui noi abbiamo assistito in perfetto stile ateniese: i protagonisti, il coro, gli spettatori.

I protagonisti erano in televisione: i morti e i medici, raccontati al ritmo cadenzato dell’anapesto di sapienti giornalisti.

Breve, breve e lunga ripetute e trascinate in un’ipnotica estasi collettiva che ci ha resi imbelli: che cosa c’è dietro?

Danza col coro, madre.

Volteggia insieme a me, qua e là,

adegua il tuo passo al mio ritmo.

Geniale anche l’utilizzo della catarsi: ciò che vedevamo non accadeva a noi ma ad altri in TV.

Inneggiate a Thanatos

con canti e grida augurali

per il vaccino giungente.

Rielaborazione di Troiane

Non bastava, non avevamo abbastanza paura: nonostante il silenzio, nonostante le privazioni, nonostante le costrizioni.

La situazione spaventosa, portata all’apice dalle bare di Bergamo, trasportate a due a due dall’esercito in un macabro rituale bizantino, ci ha spezzati.

Ahi, lombarde vergini

dagli splendidi pepli.

Rielaborazione di Troiane

Ma anche in quel caso, se oggi volgo lo sguardo indietro, mi chiedo perché.

Eleonora Leoncini, consigliera leghista a San Casciano, mise in dubbio la veridicità di quella foto e fu denunciata senza troppi ma né troppi se: contro i morti puoi solo perdere.

Eppure quella è la foto simbolo di una strage avvenuta senza che nessuno di noi potesse reagire, eravamo tutti chiusi al caldo nelle nostre case né intendevamo uscire: cosa ci racconta quella foto?

Una guerra. Quella foto ci racconta, meglio di ogni altra, che dietro questo virus c’è una guerra e che il virus è l’arma prescelta.

Abbiamo imparato ad accettare tutto, anche l’inaccettabile, in nome di un virus che di virus ha ben poco.

Luc Montagnier, premio Nobel per la Medicina a seguito della scoperta del virus HIV, scoperta contesa con un altro virologo, Robert Gallo, afferma:

C’è stata una manipolazione del virus: ci sono sequenze dell’Hiv all’interno di un virus originale che proviene dai pipistrelli; forse un laboratorio stava studiando un vaccino e il virus è scappato.

L. Montagnier

Lo studio di Montagnier, premio Nobel, non viene neppure pubblicato dalle riviste più autorevoli e si comincia a vociferare che il famoso virologo sia diventato strano e che prediliga la papaya alla medicina.

Di cosa era ritenuto reo Montagnier?

Di avere affermato che sarebbe possibile ridurre la forza dell’Hiv migliorando la flora batterica attraverso un corretto schema nutrizionale.

E quest’affermazione non produce guadagni.

Non siamo in Cina, Montagnier non viene ucciso: viene semplicemente reso poco credibile, un premio Nobel.

Li Wenliang invece è stato ucciso dallo stesso virus che si era sentito in dovere di rivelare al mondo.

Ricordiamolo: si era accorto che i Cinesi stavano morendo di un’epidemia simile alla Sars, fu convocato dalla polizia e costretto a firmare un’abiura, fu rimandato in corsia dove, a soli 34 anni, trovò la morte (annunciata?).

E il virus venne in Italia e fu il panico.

Soltanto la voce lenta e profonda del presidente Conte poteva convincere milioni di Italiani a starsene bravi a casa, ad aspettare, a sperare.

Eravamo un popolo nudo, privo di un piano pandemico, vittima di un’arma diabolica travestita da virus. Un’arma la cui utilità però ci sfuggiva:

<<Ormai c’è e non importa chi ce lo abbia mandato, cerchiamo di venirne fuori!>> Così diceva la gente rassegnata e spaventata: c’era l’emergenza sanitaria e i cadaveri venivano bruciati: ma perché? Perché impedire le autopsie?

I medici erano mandati al macello, non c’erano neppure le mascherine e loro lavoravano in corsia, cercavano le cure, andavano a tentoni contro una bestia mai vista.

Scacco matto

L’Innominabile stava bravo: non era ancora il tempo di muoversi.

L’Europa intanto aveva concesso a un’Italia stremata i soldi del Recovery Fund o, per meglio dire, il Next Generation, nome ben più inquietante: all’Italia spettano circa 209 miliardi ripartiti in 81,4 miliardi in sussidi e 127,4 miliardi in prestiti da restituire. Inoltre la Commissione europea ha stabilito che il 20% degli investimenti finanzi la transizione digitale, anche in Italia, che è un Paese in cui si vive sotto il sole e non in isolamento davanti a un computer.

Non a caso, la Scuola è il primo settore che viene colpito, bombardato. Il Ministro Azzolina lotta con la decisione di una giovane amazzone ma è donna ed è sola: piovono critiche, piovono insulti ma lei combatte fino a che non arriva lui: l’Innominabile.

L’Innominabile che pesta i piedi in terra è il picciotto giusto per decretare il programma egemonico del Panfilo Britannia. Dopo la nomina del nuovo Primo Ministro, la storia del panfilo ritorna:

Un vile affarista. Non si può nominare premier chi è stato assunto dalla Goldman Sachs. E male feci io ad appoggiarne la candidatura. È il liquidatore, dopo la crociera sul Britannia, dell’industria italiana. Ora svenderebbe quel che rimane: Finmeccanica ed Eni.

F. Cossiga

Esiste in effetti un’inchiesta curata dal Secolo d’Italia, i cui documenti sono presenti in archivio, condotta da Antonio Parlato, parlamentare del Movimento Sociale Italiano, esiste un’interrogazione parlamentare:

2 giugno 1992: muore il giudice Falcone. Mentre l’Italia si indigna e scende in piazza, qualcun altro dà il via alla svendita dello Stato. Prime vittime “annunciate”, i patrimoni industriali e bancari più prestigiosi. Il nome dell’operazione è privatizzazione. Formula magica presentata alla collettività come unica cura per risanare la nostra economia e che, invece, nasconde un business dalle proporzioni incalcolabili, patti di sangue tra le famiglie più influenti del capitalismo, dinastie imprenditoriali, banche e signori della moneta. Accordi e strategie politiche ben precise con un minimo comun denominatore: scippare agli Stati, considerati un inutile retaggio del passato e un odioso freno alla globalizzazione del mercato, la sovranità monetaria. L’Italia diviene così espressione geografica di potente lobby economiche.

Antonio Parlato

Cosa c’entra tutto questo con il virus? Apparentemente nulla, salvo il fatto che un’arma comoda comoda sia diventata il deus ex machina delle nostre vite: tutto ciò che era già in potenza è diventato in atto,

Il virus ne è stato soltanto l’ostetrico.

Un mio geniale amico

I vaccini

Poi venne il vaccino: non uno solo ma molti e diversi. Un ingente sforzo economico, forse per riprendere una situazione che è scappata di mano, forse si credeva davvero di poter controllare un virus. O forse il virus è stato ideato da una massoneria opposta a quella europea e agisce per interessi economici altri: di fatto questa dei vaccini è una guerra nella guerra.

Pfizer, Astrazeneca, Moderna, Sputnik gli uni contro gli altri armati.

Il vaccino viene creato in un tempo brevissimo durante il quale non è possibile valutare gli effetti a medio e lungo termine; l’EMA ha fretta di trovare una soluzione, qualunque essa sia. Israele e gli USA si accaparrano le dosi del vaccino accettando di sperimentarlo sulla popolazione e di fornire i dati a Pfizer.

La questione del vaccino è controversa e alcuni ricercatori esprimono perplessità sull’opportunità del fast track che presenta troppi rischi per la popolazione. Studiosi che non presenziano in TV e che vengono tacciati di negazionismo.

Una di queste è Loretta Bolgan, esperta che è stata chiamata a collaborare col Ministero della Salute in epoca Lorenzin e quindi, certamente, non una no-vax.

I vaccini favoriscono le varianti perché il virus, per difendersi, muta.

La Bolgan è scettica di fronte alla possibilità di prevenzione di Pfizer e Moderna e specifica che:

Questi vaccini potrebbe fungere da catalizzatore nella formazione di varianti, sui quali non solo sono inefficaci, ma possono anche avere un profilo di patogenicità diverso. Quindi, potremmo anche avere dei virus più pericolosi dal punto di vista della neurotossicità o dell’immunotossicità. Questi vaccini, quindi, creano nuovi virus.

www.ilparagone.it

Un vaccino non si studia in un anno. Nel registrare un vaccino bisogna sperimentare consecutivamente e non contemporaneamente tre fasi:

-la fase di messa a punto; 

-lo studio in vitro e in vivo sugli animali. 

Queste prime due fasi sono necessarie per valutare la tossicità del farmaco.

Solo se il vaccino non è tossico, si passa alla sperimentazione sull’uomo e qui si aprono altre tre fasi.

Il percorso dura circa dieci anni e, se il fattore costo è stato effettivamente superato dalla sinergia di tanti scienziati, tanti Stati, tante industrie, il fattore tempo non è purtroppo barattabile.

Con il fast track queste fasi sono state fatte tutte contemporaneamente: insieme alla produzione del vaccino ad uso clinico, sono partiti con la fase preclinica sugli animali, la fase sull’uomo e la produzione industriale in modo da essere pronti.

L. Bolgan

Non occorre dunque alcun complottismo per dichiarare che questi vaccini sono sperimentali, l’EMA si è assunta dei rischi in virtù della situazione emergenziale e l’effetto collaterale è stimato intorno ai 700.000 morti di vaccino, un numero inferiore a quelli di Coronavirus.

Non è neppure necessario scomodare le tribù dei 5 giga o le tribù di Utopia e della sterilizzazione di massa. Basta questo, qualunque sia il credo che mette in dubbio l’intera operazione, e ben venga il dubbio poiché ci stanno chiedendo di sostituire le verità di fede alle verità di ragione, ci stanno mettendo alla prova, ci stanno dominando con la paura.

Ah, la paura: molto più pulita di manganelli e gulag!

Rosa Johanna Pintus


La primavera dei No Dad: genitori e docenti in piazza

Genova- Piazza De Ferrari è presidiata da genitori e docenti No Dad, un piccolo ma significativo presidio; coordinato con gli altri comitati per la didattica in presenza, Ricostruiamo la Scuola della Costituzione tenta, di sensibilizzare l’opinione pubblica.

Elisabetta Bianchi, professoressa della Secondaria di secondo grado, decide di trascorrere così questa domenica di inizio primavera:

La Scuola tutta è stata punita dalla pandemia: fare scuola significa creare relazione, creare pensiero. Noi non demonizziamo la Dad né la Ddi; utilizzata con intelligenza, può davvero aprire nuovi orizzonti nel panorama della didattica ma non così.

La didattica a distanza crea disuguaglianze, questo è ormai evidente: l’ex ministra Azzolina ne aveva denunciato i limiti e, durante il suo breve mandato, ha cercato di intervenire a favore degli studenti ma la pandemia e l’irrazionale panico che ne è scaturito hanno trovato il capro espiatorio, il nemico esterno, negli adolescenti.

Negli adolescenti -continua la Bianchi- si assiste a un’incapacità diffusa di ribellione: sono assolutamente passivi e non riescono comprendere come lo schermo sia un sedativo che li tiene prigionieri. Molti staccano dalla Dad e passano ai giochi on line, si illudono di creare gruppo ma di fatto sono soli.

Alcuni ragazzi consapevoli esistono e sono quelli che hanno gli strumenti per valutare la realtà: quelli che leggono, quelli che si informano; oggi la dissidenza intellettuale è l’unica possibile: ma dove? Indubbiamente sono le famiglie a fare la differenza e, in particolare, le madri.

Chiara Fasce, una delle coordinatrici del comitato, la capigliatura corta e ribelle di chi bada all’essenziale, non ha dubbi:

Chi paga la pandemia? Le donne. Noi siamo qui per i nostri ragazzi, per le nostre ragazze e per le donne. Per le donne che lavorano la difficoltà è enorme. Io avevo già lavorato il telelavoro e mi ero costruita i miei equilibri ma, con i ragazzi a casa, ho dovuto rimodulare i miei tempi.

In effetti il tempo dell’accudimento, per la donna, si è dilatato: non si tratta più di cucinare qualcosa dopo una giornata di lavoro ma di giustificare una casa o un pranzo non perfetti nonostante l’essere a casa. Chi poi non può lavorare in smartworking ma deve recarsi sul posto di lavoro sa che in quelle ore di assenza di controllo i figli non apprenderanno alcunché.

Ciò ha incrementato il mercato delle ripetizioni: la presenza di un precettore in presenza va a colmare le lacune di una scuola in assenza e, se non ci sono soldi, la mamma diventa anche insegnante.

Tutto quello che sta succedendo è contro le donne e prescinde dalla classe sociale: questo tipo di politica sta caricando sulle spalle delle mamme ogni responsabilità con costi materiali e psicologici altissimi.

Ma questo Recovery Fund darà un po’ di sostegno alla scuola? Si potranno adeguare le strutture alle nuove esigenze, allargare gli spazi, diminuire le classi pollaio?

Assolutamente no. Con questo nuovo governo si sta dando ampio spazio alla digitalizzazione della Scuola che deve rimanere permanente nel nostro futuro. Noi non siamo contrari a priori a ciò che è digitale ma quella della distanza è una dimensione che deve rimanere lontana dalla Scuola. I cuccioli di mammifero, lo dimostra la scienza, non apprendono in assenza di relazione.

Resta amara una considerazione: in piazza si è ancora troppo pochi e, se si vuole ottenere qualcosa, occorre protestare uniti.


Marco Conte: dal Dolce Stil Novo alla Trap

Si chiama Marco Conte e viene da Cassano Magnago, Varese; è giovane ed è colto, me ne rendo conto dalla costruzione sintattica della frase, dall’utilizzo disinvolto del gerundio, dall’uso dei pronomi atoni impliciti.

Ne sono certa, è uno che:

sa di latino.

Promessi Sposi, A. Manzoni

Si tratta di un elemento importante e solo apparentemente in disarmonia con il suo modo di cantare:

Ebbene sì: ho studiato al liceo scientifico, mi sono laureato e adesso insegno letteratura e musica.

Marco Conte

Lo guardo attraverso Google Meet, e vedo un volto pulito, intelligente e coraggioso: nonostante l’insegnamento, mantiene due piercing ma talmente fini da risultare quasi impercettibili attraverso lo schermo.

Parliamo, ci conosciamo in quest’epoca di Covid attraverso i pochi pixel saldi del mio portatile: non è uno qualunque, il ragazzo.

Il suo incontro con la musica ha luogo sei anni fa quando si ritrova,un po’ per gioco, ad essere frontman della band pop punk The Fhackers :

Tempi belli, tempi di live e di pubblico: secoli fa.

Marco Conte

Si rende conto che ancora, nella sua vita, occorre mettersi in gioco: studia canto con Antonio Marino e Laura Ciriaco (The Voice 2017). Il palco lo rende vivo ma sperimenta anche la strada del songwriting non solo con Nyvinne (Sanremo Giovani 2018, Amici 2019) ma anche per vari artisti emergenti (Lisa Selmi, Giorgia Pastori, Adelia, Venere, Debora Ruggero).

Musa ispiratrice di Conte è la scuola in cui si trova a lavorare; cerca la chiave per accedere -lui giovane- ai giovani.

Il gap generazionale si sente, anche se lui, classe ’89, può essere considerato a pieno titolo un nativo digitale con un serio bagaglio analogico che gli ha fornito un saldo senso critico.

Le sue canzoni sono dense, forti. Si ascolti Sto:

Sto su uno squalo e mi bevo una Red Bull

Marco Conte

L’impatto è psichedelico, la musica attinge dai bit e dai sintetizzatori tipici del trap ma il testo?

Si percepisce un di più, uno strappo al codice della trap music: citando l’allucinazione, Marco Conte condanna i trapper che esaltano la droga, la violenza. Quale significato nasconde questa scelta?

Scrivo per i miei studenti, canto per i miei studenti. Sono abituati a questo codice; bene, utilizziamolo per comunicare altro.

Marco Conte

So cosa intende dire: anche io uso la scrittura per comunicare e In un posto sbagliato nasce dalle macerie della periferia ma non arriva perché quei ragazzi non leggono.

Per questo il nostro sceglie di distribuire musica gratuitamente: conta il messaggio, non il guadagno.

Non si può però ridurre conte al ruolo di trapper, la sua musica è sperimentazione.

In Frangia viene narrato l’amore, un amore disperato:

Non me ne fotte se

tu

hai

i miei baci ancora

sulla frangia,

le tue botte

spaccano le labbra

Frangia, Marco Conte

E io mi immagino un giovane Guido Cavalcanti che grida e scrive in un disperato Stil Novo.