25 aprile 2021: i partigiani divengono banchieri

E’ un 25 aprile molto amaro questo: sono in scena la disuguaglianza sociale e la paura mentre i partigiani gridano in plurionorate tombe.

Si è arrivati all’incredibile, all’impensabile, all’assurdo ma se ne accorgono in pochi. Lo vedete fuori il regime? Lo sentite? E’ sabato sera: nessuna voce in Via Sapello. Se qualcuno passa, stretto mano nella mano con una ragazza, striscia contro il muro come un gatto colpevole.

Pra’ è terra partigiana: se lo aspettava un nuovo coprifuoco? Davanti a casa mia, a Villa Ratto, i fantasmi degli eroi piangono e la pizzeria Il Gufo, che fu Ristorante Piemontese, tace avvilita: quei locali in cui i partigiani si riunivano, nonostante il coprifuoco, e organizzavano la guerriglia contro l’invasore tedesco dormono in una sorta di immobile Spoon River.

Dove sono i partigiani? Dopo aver tradito Conte in una congiura preparata da Italia Viva in piena emergenza pandemica, il PD ha preferito bandire Zingaretti piuttosto che difendere il popolo (che illo tempore lo aveva pure votato) e ha seguito i dettami di uno stanco presidente di una repubblica ormai morta.

Così la reincarnazione di re Vittorio Emanuele III ha consegnato l’Italia al banchiere e al galletto con la piuma in testa spazzando via ogni residuo di libertà.

Cosa fanno i partigiani? Muoiono per la seconda volta traditi dai partiti per i quali sono morti a sedici anni, a venti, a trenta: vite recise per il nulla.

La gente ha fame e l’unico motivo per cui è imposto un coprifuoco è il timore di disordini notturni.

O pensiamo davvero che il virus, così come un ladro qualunque, colpisca di notte?

Gli assembramenti nel bus del mattino sono evidenti, li vede anche un cieco! Non si vuole evitare l’assembramento, si vuol punire la libertà di associarsi perché non sia mai che tra una birra e un caffè ci scappi un pensiero.

Noi non dobbiamo pensare: dobbiamo aver paura ed essere poveri. Ci stanno abituando a sussidi una tantum altro che reddito di cittadinanza: ci stanno privando del lavoro.

Il curriculum

Ci vogliamo davvero abituare ad essere come cani in cattività che scodinzolano per un osso? Perché, secondo voi, gli adolescenti non sono andati a scuola per lungo tempo?

Perché gli insegnanti son sovversivi ed educano a non allinearsi.

In questo fantastico 25 aprile 2021 i genitori fanno collette per esposti in Tribunale contro la Dad e i danni psicologici che questa produce. Si battono per il diritto allo studio di figli che sono così demotivati da non aprire più un libro: sono loro i nuovi partigiani.

Il diritto allo studio. Guardatela la porcata ultima di questo Governo dei Migliori, chiamateli pure “oi aristoi” ma io vedo solo ariste di maiali! Eccola, l’ha denunciata Tomaso Montanari, l’ha denunciata Maurizio Puppo: il curriculum!

La scuola, come tutta la società, è solo una funzione dell’economia e del mercato agli occhi del governo dei migliori. Lo dimostra benissimo il sito del Ministero dell’Istruzione, che da qualche giorno comunica che è aperta «la piattaforma per la compilazione del Curriculum dello Studente: il nuovo documento debutta quest’anno all’Esame di Stato del secondo ciclo di istruzione»

Tomaso Montanari

Cosa ci deve essere in questo curriculum? Una marea di certificazioni e di attività extrascolastiche a pagamento: la valutazione del diploma perde valore, la certificazione delle competenze pure. Conta, per esempio, se hai fatto un anno all’estero: un anno all’estero costa dai 15 mila ai 50 mila euro.

Si tratta di una delle decisioni che chiariscono meglio la natura di questo governo: un gabinetto paleoliberista di destra, guidato dalle idee di Giavazzi e dell’Istituto Bruno Leoni. Il curriculum mette tra parentesi il diploma cui è allegato: perché al mercato non basta il valore legale del titolo di studio, e nemmeno il voto. Il mercato vuole sapere cosa sta comprando.

Tomaso Montanari

La piazza

In questo 25 aprile ribaltato gli ideali del socialismo sono incarnati dall’estrema destra. Casa Pound va in piazza a fianco dei ristoratori, Giorgia Meloni parla di democrazia sospesa e ha ragione:

Lunedì, il Presidente Draghi illustrerà al Parlamento il Recovery Plan, un piano che impegnerà economicamente le prossime generazioni e che segnerà i prossimi decenni. Dopo l’illustrazione, il documento sarà inviato direttamente alla Commissione Europea, senza che le assemblee parlamentari possano entrare nel merito. Mancano meno di 48 ore dalle sedute parlamentari e il Recovery Plan non è stato ancora nemmeno pubblicato”. 

Giorgia Meloni

E ancora:

In Italia, ormai, la democrazia è sospesa anche grazie all’ampia maggioranza che sostiene il Governo, che su un tema così importante ha deciso di rinunciare ad esercitare il suo ruolo. Fratelli d’Italia chiede ufficialmente il rinvio del dibattito parlamentare ai Presidenti delle Camere: tutto ciò è letteralmente inaudito e mi auguro che gli altri partiti facciano sentire la loro voce. Anche l’indecenza ha un limite.

Giorgia Meloni

Questa volta non basterà che una sinistra dalle mani sporche di inciucio accusi la destra di populismo e demagogia. Quando l’unica opposizione a un’oligarchia de facto è la demagogia, ben venga: forse è ciò che resta di una democrazia uccisa dai potentati massonici, forse è il tempo di una nuova rivoluzione condotta da una donna che è di destra, sì, ma di quella destra massimalista che proviene dal socialismo ed è molto meglio di una sinistra da consommé.

Rosa Johanna Pintus

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