Linguaggi non solo verbali-didattica a distanza

LINGUAGGI NON SOLO VERBALI

UDA DI ITALIANO

Oggi voglio approfondire con voi il discorso sui linguaggi, non solo quelli verbali (tecnico, poetico, etc.) ma soprattutto quelli non verbali.

Sotto vedete un’immagine particolare però, prima di arrivarci, bisogna faticare un poco e dividerò la lezione in tre parti:

  • Che cos’è il linguaggio;
  • breve storia dei linguaggi;
  • da un manga a un film: Alita, angelo della battaglia.

Preciso che questo ciclo di lezioni va studiato da tutti, anche dal corso A ove insegno storia e non italiano.

Anzi, per par condicio (espressione latina, traducetela così: per giustizia), vi inserisco anche una scheda del film Pompei che abbiamo visto insieme.

Ci sono molti modi per raccontare una storia: la si può scrivere, disegnare, recitare, danzare, suonare, cantare.

Vi sono dunque tanti LINGUAGGI a disposizione di un artista per narrare una storia e ognuno sceglie quello più adatto al proprio talento cioè alle proprie capacità.

Ma che cos’è un linguaggio?

Il linguaggio è un codice utilizzato da un gruppo.

Noi, in classe, ammettiamolo, abbiamo il nostro codice che è molto vicino al leggendario esperanto:senza rendercene conto, parliamo utilizzando le caratteristiche di diverse lingue e ne creiamo una lingua nuova, semplificata ma comprensibile: per imparare l’italiano usiamo, di fatto, una sorta di INTERLINGUA che unisce sguardi, gesti, parole inglesi, parole francesi, parole spagnole, parole albanesi ma… ci capiamo.

Tante volte ricorriamo ai disegni o alle immagini, questo avveniva soprattutto all’inizio perché non conoscevate la lingua: il livello A2 è un livello che garantisce la sopravvivenza e non altro; insieme abbiamo capito che, se scriviamo le parole alla lavagna, è più facile comprenderle perché le parole scritte si somigliano, è la loro pronuncia che crea confusione.

Insieme ci siamo accorti, e qui ci ha aiutati il caso, che la lingua albanese ha le declinazioni come la lingua greca e latina.

Noi ci comprendiamo perché, inconsapevolmente, ci siamo adattati a un linguaggio, a un codice.

Un codice che in casa mia, per esempio, non funziona: quando esco da scuola e sono particolarmente stanca, ho bisogno di un po’ di tempo per tornare alla lingua madre.

Noi utilizziamo il nostro codice per imparare l’italiano, la storia, la geografia.

Io uso un codice per trasmettervi delle informazioni, voi usate un codice per trasmetterle a me.

Potrei esagerare e dirvi che anche la matematica è un codice, si parla infatti di linguaggio matematico.

Il linguaggio non è solo verbale (cioè fatto di parole).

Attenzione: rientrano nel linguaggio non verbale anche il trucco, l’abbigliamento, i tatuaggi, i gioielli.

Ve lo dico perché un datore di lavoro guarda tutto!

Torniamo a bomba! Si tratta di un modo di dire e significa: torniamo al punto da cui siamo partiti.

Il linguaggio può essere:

GESTUALE

linguaggio gestuale

non vi ho messo il terzo dito ma lo conoscete bene!

CORPOREO

Ne sono un esempio danza e teatro

Roberto Bolle in un remake della coreografia di Bejart

ESPRESSIVO

L’attore/regista Dario Fo


SIMBOLICO

Segnali stradali

FIGURATIVO-ICONICO

Alita, manga di Yukito Kishiro

Esiste anche il linguaggio della musica, utilizzato in diverse occasioni, utilissimo per accompagnare la suspance nei thriller.


Non vi inserisco il trailer perché vi potrebbe spaventare! Vi basti la musica!

Esercizio

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