CONSIDERAZIONI SULLA “CACCIA AL DOCENTE NO-VAX” E SULLE MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELLA STAGIONE VENATORIA

Proprio quando la speranza pare perduta, e forse per il principio stesso per cui ogni limite costituisce una risorsa, i docenti levano le armi concesse dalla Batracomiomachia e arriva lei, Cristina Tolmino, penna finissima e personalità segreta. Per un po’ scriverà qui, al momento giusto si paleserà.

Non abbiatene a male se ci tocca esser Carbonari.

Rosa J. Pintus

CONSIDERAZIONI SULLA  “CACCIA AL DOCENTE NO-VAX” E SULLE MODALITÀ DI SVOLGIMENTO DELLA STAGIONE VENATORIA 

In questo momento di infodemia, caccia alle streghe, istigazione all’odio sociale e esaltazione della discriminazione 

PREMESSO CHE

non esiste al momento un obbligo vaccinale diretto per quanto riguarda il Sars Cov 2 se non per le professioni afferenti alla sfera sanitaria, sul quale non è nostra intenzione entrare nel merito, perché già abominevole a prescindere da ogni commento;

la decisione di sottoporsi alla vaccinazione è strettamente individuale e afferente al proprio stato di salute, alla valutazione dei rischi e benefici per se stessi e in relazione al  contesto familiare in cui ciascun individuo  vive; 

– per molte persone  la decisione di sottoporsi al vaccino è  stata ed è finalizzata a ottenere il lasciapassare governativo per poter accedere a determinate attività, trasformando la profilassi sanitaria in uno scambio, con il quale si cede la sovranità sul proprio corpo per ricevere sotto forma di concessione i diritti civili sottratti dallo Stato e dallo stesso restituiti sotto forma di privilegio;

– che tale lasciapassare governativo viene richiesto al personale della scuola per accedere ai singoli istituti  e a docenti e discenti per quanto riguarda l’Università e che tali luoghi non sono certo luoghi di di svago (dei quali, eventualmente, si potrebbe fare a meno  seconda delle convinzioni personali di ognuno) ma luoghi di lavoro e di formazione che non possono essere evitati con la stessa leggerezza con la quale si può evitare, ad esempio, il bar;

saremo stoicamente costretti a sottoporci a tampone periodico per poter accedere ai  luoghi di lavoro;

– è ormai noto, e anche divulgato dalle più importanti televisioni e testate giornalistiche e riferito dagli importanti scienziati a cui il mainstream si affida che anche coloro che si sono sottoposti alla vaccinazione possono trasmettere il virus e le sue varianti al pari dei non vaccinati, e possono parimenti contrarre la malattia;  

– che lo stipendio degli insegnanti non è faraonico, molti  vivono in famiglie monoreddito, o hanno come congiunti persone che durante la fase acuta della pandemia non hanno lavorato e neppure hanno ricevuto sostegno economico adeguato

– che il tampone trisettimanale, inflitto solo ai non vaccinati, influirà in maniera inequivocabile sul numero dei contagi, facendo apparire fra questi comunque un certo  numero di “casi”, sintomatici e asintomatici, malati e non malati, che potrà fornire materiale a chiunque voglia strumentalizzare la scelta di non sottoporsi a vaccinazione sotto coercizione, mentre i vaccinati non saranno tamponati e dunque la situazione dei “contagi” fra costoro non sarà rilevata;

affinché lo scopo dei tamponi sui non vaccinati non sia meramente quello di crearci un disagio economico e di obbligarci a un fastidio fisico e organizzativo ripetuto, interpretabile come una sorta di “punizione” inflittaci  dallo Stato ma sia finalizzato a creare un corretto, funzionale e imparziale sistema di tracciamento, utile al reale contenimento del contagio e non a istituzionalizzare una ritorsione per non avere ceduto al ricatto vaccinale

 CHIEDIAMO 

di avere accesso a tamponi gratuiti, essendo il tampone lo strumento che fornirà il requisito per potere avere accesso al luogo di lavoro

–  di avere orari flessibili che permettano l’effettuazione del tampone al mattino prima di entrare in classe, o di effettuarlo in orario scolastico , essendo questo uno strumento dalla validità temporale effimera

di poterci assentare senza subire ritorsioni economiche o sanzioni qualora nessun laboratorio di analisi nelle vicinanze dell’abitazione o dell’istituzione scolastica sia disponibile a effettuare il tampone nei tempi previsti

di poter avere una tutela a livello di privacy, che ci permetta di svolgere comunque le nostre attività didattiche conciliandole con il monitoraggio sanitario costante , affinché nessuno, all’interno dei locali scolastici, possa divenire oggetto di discriminazione, di scherno, di stalking e offese comminate a vario titolo

di avere gratuitamente le mascherine FPP2 per poterci tutelare da un eventuale contagio che potrà essere portato anche dai vaccinati

Di evitare che nelle classi tra i discenti si crei una situazione di discriminazione se non addirittura di apartheid sanitario in caso di quarantena, a causa dell’utilizzo delle mascherine regolato dalla presenza di non vaccinati, con inequivocabile lesione della privacy di minori. 

– per le motivazioni espresse sopra, ma soprattutto per la sicurezza dei nostri figli, sui quali grava una scure assai più pesante di quella che è stata posta sul nostro capo, che siano sottoposti alla procedura del tampone tutto il personale della scuola, con le modalità sopra indicate, a prescindere dallo stato vaccinale, al fine di costruire un archivio serio e equilibrato con un sistema di tracciamento bilanciato.

Cristina Tolmino

docente e scrittrice 

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